Ma cosa si intende effettivamente per esperienzialità? Questo termine è entrato per la prima volta nel panorama internazionale con due dei massimi esperti di marketing, Joseph Pine e James H. Gilmore che nel lontano 1998 precorrevano i tempi annunciando al mondo: ”Welcome to the Experience Economy!".
E non sbagliavano, perché già avevano capito come il connubio prodotto-servizio fosse ormai superato e si andasse verso una nuova frontiera, basata più sull'esperienza del consumo che sul prodotto in sé, il cosiddetto "marketing esperienziale”. In un’ottica più completa e trasversale le esperienze riescono a suscitare valori sensoriali, emozionali, cognitivi, comportamentali e relazionali, di cui il consumatore, sempre più consapevole, non può più fare a meno. Per intenderci, per l’acquirente non è ritenuto importante il prodotto “shampoo”, ma l’esperienza “lavarsi i capelli con quello shampoo”.
Il marketing esperienziale non è altro, quindi, che l’insieme di strategie e degli strumenti che permettono al cliente di associare al prodotto un’esperienza memorabile, aumentando così sia la soddisfazione del cliente stesso, che i ritorni in termini economici per l’impresa (che può ricaricare sul prodotto un premium price dovuto alla sua unicità). E quale strumento meglio può soddisfare questa nuova esigenza se non l’evento?
Gli eventi, infatti, sono un mezzo innovativo e, come dice stesso la parola, eccezionale,  “caldo, promozionale ed empatico”, di grande interesse per chi intende perseguire una campagna comunicazionale diretta ed efficace.  L’evento si propone quindi come contenitore ideale attraverso il quale veicolare i messaggi aziendali ed è diventato oggi il modo più idoneo per mettere in pratica l’experiential marketing. E proprio per questo, da due anni a questa parte si sta assistendo ad un boom di questo settore, con una crescita del 14.5% che ha toccato ad ottobre dello scorso anno investimenti pari a 100 milioni di euro. Tale incremento è giustificato anche dalla nascita di nuove forme di evento, non più solo istituzionali e promozionali ma anche formativi.