11 Febbraio 2008
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Approfondimenti
Il mondo degli eventi in Italia nasce come specializzazione tecnica – ossia organizzativa – dell’industria turistica.Le prime event agencies erano in realtà reparti dedicati – nel migliore dei casi “spin off” – di agenzie di viaggio.
Poi, nel corso dei decenni, il mercato si è potentemente evoluto, e ora si presenta assai diverso, ben più improntato alla strategia.
E qui sta il primo fattore critico.
A mancare a tanti professionisti degli eventi in Italia è proprio l’approccio strategico.
Generalmente quelli che fanno il nostro mestiere, in azienda o in agenzia, risentono dei lunghi anni – lontani ma purtroppo ancora determinanti – in cui il momento organizzativo dell’evento, ossia quello della prenotazione camere e voli, dei ground services, della parte logistica insomma, prevaleva sugli atout della comunicazione.
Per la maggior parte dei Pco ciò significa non riuscire a “scrollarsi di dosso” il proprio passato turistico, che per carità è indispensabile nel retaggio di un organizzatore, pena il non riuscire a metter su neanche un cocktail, ma che soprattutto nel mondo d’oggi può funzionare solo a valle di una ben precisa strategia.
Chi organizza un evento dev’essere capace in primo luogo di pensarlo.
E pensare un evento significa mettersi nelle condizioni di rispondere a queste domande: “perché porto la gente lì piuttosto che là?”, “perché concepisco questo programma?”, “come s’inserisce questo meeting o questo incentive nella comunicazione integrata dell’impresa cliente?”.
Il Pco in tal modo diventa quello che realmente dev’essere, ossia un consulente “a tutto campo” nella corporate communication, in grado di interagire col marketing e con il promotion, e capace di integrarsi a tutte le altre attività di comunicazione del cliente, dall’advertising alle iniziative one to one.
Addirittura, secondo me, dovrebbe trasformarsi in agenzia di comunicazione a tutti gli effetti, con un posizionamento adeguato e con un portafoglio di servizi all’altezza: un’agenzia di pubblicità nel senso moderno del termine insomma, con reparti specializzati ma sinergici.


