Per quanto riguarda la tua personale esperienza, in generale le aziende per la loro convention annuale sono ben disposte a soluzioni creative e innovative oppure c’è diffidenza e la paura di stupire troppo?

Ovviamente dipende dai campi di azione.
Purtroppo, in Italia c’è ancora diffidenza e paura nell’osare troppo, ma vedo una luce alla fine del tunnel.  

L’evento del futuro……… secondo Rodolfo Misasi.

Gli inglesi, che hanno il dono della sintesi hanno un termine per definire l’evento del futuro: moving. Muovere l’emozione è la regola numero 1, tutto il resto è corollario.

Prendendo come riferimento la meeting industry italiana, dove sta andando il nostro paese? Nel futuro saremo capaci di crescere e recuperare il ritardo verso i nostri concorrenti?Quale è la ricetta?

Noi italiani soffriamo sempre di questo complesso provinciale di inferiorità. Beh sfatiamo questo mito. Siamo bravi, siamo creativi. Abbiamo una specificità territoriale che dovrebbe essere valorizzata. Probabilmente l’unica cosa su cui dovremmo adeguarci è il metodo nel lavoro; c’è tanta approssimazione.

Ci racconti un case history , un evento che hai organizzato, sottolineandone i momenti di eccellenza , creatività e originalità?

Realizzare un evento per me è come concepire un bambino; il processo creativo è sicuramente l’aspetto più appagante del mio lavoro. Notti insonni, brain storming e la consapevolezza che quello che hai ideato è vincente sono alla base. Un evento a cui sono molto affezionato è stata la festa della fantascienza per Jimmy Canale 140 di Sky. Divertente, originale, a detta degli ospiti e con un grande ritorno di immagine per l’azienda.