10 Marzo 2008
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Cambia il mercato, cambia il congressuale. Cambiano gli operatori?
Tutto sta cambiando. E, anche se non ce ne accorgiamo, stanno cambiando le richieste dei clienti.
I quali a loro volta magari non si accorgono che stanno cambiando richieste. Insomma quello che andava bene solo poco tempo fa oggi non va più bene. Eppure tanti si ostinano a riproporre le stesse cose di prima.
Che hanno imparato a fare bene ma che non rispondono più (ma non se ne accorgono) alla domanda.
E’ dura abbandonare la cuccia nella quale ci si era accomodati, magari a fatica, per trovare nuove sistemazioni !
Nella comunicazione, e in particolare nel settore congressuale, è sempre più evidente. E mentre non si riesce ancora a capire bene in quale modo bisogna cambiare c’è chi (giustamente) annaspa comunque alla ricerca del nuovo.
Gli incontri, i convegni, ad esempio, passano dalle adunate oceaniche che tanto piacevano negli anni scorsi, ad appuntamenti molto selezionati e brevi in cui si privilegia il contatto umano al contenuto.
E allora ? Allora prendiamone atto. Riflettiamo sul fatto che i trentenni di oggi fra dieci anni avranno 40 anni e saranno il target più ambito da chi dovrà fare comunicazione. Ma a loro non si potrà “parlare” come ai target che noi conosciamo oggi. Per cui bisogna trovare nuove modalità, nuove forme, nuova attenzione.
Occhio però. Bisogna fare in fretta: i dieci anni di sopra non sono tutti disponibili. Bisogna cambiare prima. Molto prima.
Il congressuale, come abbiamo detto, non è certo esente da questa ventata di innovazione. Ma tutti possiamo constatare come stenti a trovare strade alternative, risposte convincenti alla richiesta di cambiamento.
Coloro che operano nella Meeting Industry, devono prendere atto che quello che andava bene ieri oggi non è più accettato. Perché?


