Credo che chi frequenta spesso convegni e congressi non ne possa più delle solite tartine, degli spiedini, dei cocktail di gamberetti, del salmone, del patè.
Si, sembra una bestemmia ma non è così. A volte si vede il piacere sul volto di chi trova una bella fetta di salame o un tocchetto di mortadella. Ma non voglio aggiungere indicazioni specifiche. Voglio solo dire che anche le cose più raffinate quando troppo ripetute diventano stucchevoli.
Perché non provare a cercare ogni volta un “tema” e allinearsi nell’offerta a questo tema?
Perché non osare un “piatto povero” servito in modo regale ? Perché non cercare di essere “spiritosi” ? Tanto i partecipanti non è che debbano nutrirsi per problemi di sopravvivenza. E’ solo necessario dare quel tanto che basta per “stoppar el boech” , ma nel contempo soddisfare gli occhi e il gusto e magari la curiosità.
Il servizio di catering non è una piccola componente della spesa per chi organizza l’evento e allora credo che sia giusto che pretenda “qualcosa di più”.
Abbiamo fatto solo due esempi. Ma credo che sia chiaro che ogni operatore della Meeting Industry deve farsi un esame di coscienza: la mia offerta risponde ancora alle aspettative dell’utenza? E’ vero che quello che proponevo nel passato ha sempre funzionato ( e lo so far bene e con fatica limitata) ma è ancora vero che offre i risultati richiesti?
Tutto evolve alla velocità della luce e restare fermo non vuol dire non progredire. Drammaticamente vuol dire andare indietro.