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Tags associazioni | ECM

Active ImageMadeincongress vuole affrontare un tema particolarmente sentito nel settore congressuale e che ha profondamente condizionato l’andamento economico dell’anno appena trascorso: il sistema ECM, cioè la formazione continua in medicina, come è cambiato e quali sono le nuove prospettive.

Lo faremo analizzando l’accordo siglato dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 1° agosto 2007 con riferimento al riordino del sistema di formazione continua in medicina, avvalendoci della competenza del Dott. Paolo Zona, responsabile dell'area "Rapporti con le Istituzioni" di Federcongressi che ci ha aiutato a commentare la normativa attualmente in vigore e ad evidenziare i punti nevralgici del nuovo assetto verso i quali Federcongressi sta rivolgendo la massima attenzione al fine di salvaguardare il nostro comparto da soluzioni normative e tecniche di potenziale nocumento.
Va sottolineato che l’analisi si basa su di un documento programmatico che dovrà successivamente essere definito nel dettaglio dal decisore politico (si ipotizza il 30 Giugno 2008), che comunque disegna già una linea guida e lascia aperti alcuni punti fondamentali che nel futuro rischiano di creare nuovi “pericoli”.
In quest’ ottica inoltre, alla luce degli enormi sforzi realizzati dalla Federazione per aprire importanti canali di dialogo con le Istituzioni, c’è preoccupazione per i ritardi e per il vanificarsi di lavoro già fatto che il cambio di governo potrebbe causare.

Il programma di Educazione Continua in Medicina ha segnato per l’industria congressuale italiana dell’ultimo decennio una fonte preziosissima  di introito e sviluppo.
Non a caso lo sciopero indetto da Farmindustria a fine 2006 ha causato per il comparto dei convegni e congressi medico-scientifici perdite notevolissime sia in termini di fatturato che di posti di lavoro (circa 5.000 secondo un’indagine Federcongressi del febbraio 2007).

Ricordiamo che il settore vive quasi esclusivamente grazie alle sponsorizzazione dei privati, che sono quindi imprescindibili.
Il riordino prevede la strutturazione di un sistema di governance  più funzionale all’obiettivo di determinare una formazione migliorata nella qualità e più rappresentativa dei soggetti istituzionali coinvolti.
Al vertice si trova la Commissione Nazionale ECM, istituita presso l’Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali, e non più presso il Ministero della Salute, a sottolineare l’importanza che le Regioni dovranno ricoprire nella definizione e gestione del nuovo assetto ECM.
La Commissione, organismo di natura nazionale, mantiene un ruolo forte e autorevole di indirizzo e coordinamento e fissa le regole di tutta l’architettura.
A supporto sono previsti la Consulta Nazionale della Formazione Permanente – a cui Federcongressi ha fatto formale richiesta di far parte (allegato) – il Comitato Tecnico delle Regioni e l’Osservatorio dell’Anagrafe Nazionale, dal quale dipendono tutti gli osservatori regionali.
Si tratta di una composizione complessiva che direttamente ed inequivocabilmente deve essere in grado di configurare la condivisione e la partecipazione delle autonomie e delle responsabilità dei soggetti istituzionali in campo.
Un processo che, partendo dal Ministero della Salute, riguarderà poi le Regioni e le Province autonome, gli Ordini, i Collegi e le Associazioni professionali riconosciute.
In questo contesto le Regioni e le Province autonome assumono un ruolo di promozione e di controllo dei progetti formativi che si sviluppano nel loro territorio.
Partendo da indirizzi formativi concordati a livello nazionale, il sistema offre adeguati spazi alla valorizzazione delle specifiche realtà regionali fino a quelle del singolo operatore.
E’ in quest’ ottica che sono introdotti infatti i dossier formativi individuali e di gruppo con lo scopo di programmare e valutare il percorso formativo del singolo operatore o del gruppo di cui si fa parte.
Ciò determina che la previsione dei fabbisogni formativi diventa l’elemento centrale per la corretta operatività del sistema.