Martedì 11 Novembre 2008 04:27
L’Osservatorio Congressuale ha presentato alla Btc di Roma la tradizionale ricerca sul settore, mostrando poche luci e molte ombre sulla Mice Industry del Bel Paese
I dati previsionali sul secondo semestre del 2008 parlano chiaro e devono far riflettere: una contrazione di quasi il 20% sul numero di incontri organizzati in Italia.
L’Osservatorio Congressuale Italiano, promosso da Convention Bureau della Rivera di Rimini ed elaborato da Attilio Gardini dell’Università di Bologna, mostra come l’attività congressuale in Italia negli ultimi 12 mesi subisca una fase di rallentamento che si sta rafforzando sempre più.
Ma è il secondo semestre dell’anno in corso che fa accendere un campanello d’allarme, visto che incontri, presenze e partecipanti subiranno un brusco calo, come riportato in tabella 1.
I segni negativi non riguardano in realtà tutto il comparto: le aziende che hanno investito nell’innovazione e nell’internazionalizzazione – come i centri congressi – continuano ad aumentare le proprie quote di mercato facendo registrare segni positivi rispetto a strutture alberghiere, residenze storiche a altre sedi.
Ma gli effetti della crisi internazionale si riflettono anche sulla dimensione degli incontri, che mostra la flessione più rilevante delle fasce 300-500 partecipanti, come riportato nella tabella 2.
E la committenza?
Le aziende si confermano leader, facendo registrare incrementi significativi.
In calo gli eventi promossi da enti, partiti o associazioni mentre sono in drastica diminuzione – con un preoccupante -63,57% - i meeting a carattere internazionale, da sempre il tallone d’Achille dell’intero sistema congressuale della Penisola.
Controtendenza i pala congressi, che nel 1° semestre del 2008 per questo settore registrano un incremento del 24,24% per gli internazionali e 33,27% per gli eventi di livello nazionale.
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