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(La Ricerca è promossa dalla Rivista della Ediman "Meeting e Congressi" e dal Convention Bureau della Riviera di Rimini, condotta dalla Alma Mater Studiorum Università di Bologna, con il patrocinio di Federcongressi)
L'OCI ci dice forte e chiaro che il 2009 è stato un anno di flessione, ma una flessione molto contenuta rispetto al resto dell'economia italiana e al resto del turismo del bel paese. Nella crisi mondiale il segmento congressuale italiano si è difeso. Numeri negativi con alcunni spunti positivi.
A presentare i numeri dell'osservatorio il Prof. A. Gardini dell'Università di Bologna, il Presidente della www.ediman.it M. Biamonti, M.Ioli Presidnete del Convention Bureau della Riviera di Rimini e P. Zona Presidente Federcongressi.
I numeri negativi nascondono delle evidenze molto importanti che non sono del tutto riconducibili alla crisi globale ancora in atto. L'Italia dei congressi ha bisogno di un coordinamento centrale. Un Convention Bureau in grado di "guidare" il sistema al successo internazionale. Un mix di promozione e marketing, di formazione e integrazione che ad oggi mancano.
Proprio il Convention Bureau della Riviera di Rimini rappresenta una eccellenza del congressuale italiano. Una eccellenza che sintetizza al meglio ciò che dal locale, dalla Riviera appunto, dovrebbe essere trasportato, come modello, al nazionale. Numeri in costante crescita proprio nel territorio di Rimini, proprio nel 2009, anno devastante per l'economia mondiale, supportati da vincenti strategie, da cultura di settore, dalla forza degli investimenti mirati. Numeri che potrebbero ancora crescere con l'apertura, a breve, del nuovo Palazzo dei Congressi di Rimini.
La chiave per una crescita reale del comparto, pare essere al di fuori dei nostri confini. Il mercato internazionale è la chiave di volta per uno sviluppo sostanziale. Il mercato nazionale è infatti debole e incostante nei suoi flussi. Occorre un posizionamento del brand "Italia dei congressi" e una crescita guidata del management delle nostre imprese di filiera.
Questa la via per uscire dalla crisi e lanciare la meeting and event industry nazionale al meglio.
Concordano tutti i protagonisti dell'OCI che le potenzialità per crescere ci sono e che forse oggi, come mai prima, il settore congressuale è da tutti riconosciuto come fondamentale e centrale per l'economia nazionale. Proprio il Convention Bureau Nazionale, che sarà una Società per Azioni, annunciato stamane dal Ministro del Turismo Brambilla, potrebbe essere il punto di partenza per una strategia vincente e di futuro per il MICE italiano.
(La Ricerca è promossa dalla Rivista della Ediman "Meeting e Congressi" e dal Convention Bureau della Riviera di Rimini, condotta dalla Alma Mater Studiorum Università di Bologna, con il patrocinio di Federcongressi).

L'OCI ci dice forte e chiaro che il 2009 è stato un anno di flessione, ma una flessione molto contenuta rispetto al resto dell'economia italiana e al resto del turismo del bel paese. Nella crisi mondiale il segmento congressuale italiano si è difeso. Numeri negativi con alcunni spunti positivi. A presentare i numeri dell'osservatorio il Prof. A. Gardini dell'Università di Bologna, il Presidente della www.ediman.it M. Biamonti, M.Ioli Presidente del Convention Bureau della Riviera di Rimini e P. Zona Presidente Federcongressi. I numeri negativi nascondono delle evidenze molto importanti che non sono del tutto riconducibili alla crisi globale ancora in atto. L'Italia dei congressi ha bisogno di un coordinamento centrale.
Un Convention Bureau in grado di "guidare" il sistema al successo internazionale. Un mix di promozione e marketing, di formazione e integrazione che ad oggi mancano. Proprio il Convention Bureau della Riviera di Rimini rappresenta una eccellenza del congressuale italiano. Un'eccellenza che sintetizza al meglio ciò che dal locale, dalla Riviera appunto, dovrebbe essere trasportato, come modello, al nazionale. Numeri in costante crescita proprio nel territorio di Rimini, proprio nel 2009, anno devastante per l'economia mondiale, supportati da vincenti strategie, da cultura di settore, dalla forza degli investimenti mirati. Numeri che potrebbero ancora crescere con l'apertura, a breve, del nuovo Palazzo dei Congressi di Rimini. La chiave per una crescita reale del comparto, pare essere al di fuori dei nostri confini. Il mercato internazionale è la chiave di volta per uno sviluppo sostanziale. Il mercato nazionale è infatti debole e incostante nei suoi flussi. Occorre un posizionamento del brand "Italia dei congressi" e una crescita guidata del management delle nostre imprese di filiera. Questa la via per uscire dalla crisi e lanciare la meeting and event industry nazionale al meglio. Concordano tutti i protagonisti dell'OCI che le potenzialità per crescere ci sono e che forse oggi, come mai prima, il settore congressuale è da tutti riconosciuto come fondamentale e centrale per l'economia nazionale. Proprio il Convention Bureau Nazionale, che sarà una Società per Azioni, annunciato stamane dal Ministro del Turismo Brambilla, potrebbe essere il punto di partenza per una strategia vincente e di futuro per il MICE italiano.