Enrico JesuSi è tenuta a Milano, presso il Park Hyatt Hotel, domenica 9 e lunedì 10 gennaio 2011, la sesta assemblea di Efapco, la federazione internazionale con sede a Bruxelles in cui sono rappresentati tutti i principali Paesi protagonisti della meeting industry europea. Federcongressi rappresenta l'Italia in Efapco attraverso le socie Daniela Serrati e Paola Casentini (responsabile dei rapporti con le associazioni internazionali), che siedono nel board.
Nata all'inizio del 2004, questa federazione ha l'obiettivo statutario di promuovere l'Europa come destinazione per convegni, nonché agevolare il pieno riconoscimento giuridico della filiera e della professione di organizzatore di eventi, garantendo un rapporto costante con la Commissione europea. Per concretizzare i suoi scopi si avvale di una membership particolarmente articolata: i soci si dividono infatti in full, associate e supporting. Full members sono le associazioni (una per paese). Gli stati attualmente rappresentati sono Belgio, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia (attraverso Federcongressi), Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Associate members sono invece gli operatori di settore: se ne contano settanta, tra agenzie Pco e alberghi o catene. Ci sono infine ventidue supporting members tra dipartimenti universitari, case editrici, enti fieristici e altre tipologie di organizzazioni che entrano in contatto con la meeting industry pur non facendone direttamente parte.
Importante notare la qualità di questa membership, che soprattutto nella categoria supporting presenta realtà di grande rilievo, quali MPI (Meeting professionals internazional, la principale community internazionale di addetti ai lavori) e il Joint Meetings Industry Council. 
I progetti

Nella conferenza stampa tenuta lunedì mattina il presidente Efapco, il belga Nicolas Le Brun, ha dichiarato: «Quello del riconoscimento di filiera è il primo obiettivo della nostra federazione. Vogliamo che la professionalità degli organizzatori di eventi e di tutti coloro che contribuiscono al loro lavoro sia pienamente attestata anche sul piano legale. In fondo, l'Europa è il primo continente al mondo in termini di flussi congressuali, un motivo ci sarà. Poi abbiamo tanti altri fronti di attività: l'advisory di settore per esempio, e lo sviluppo di servizi formativi e di comunicazione; l'aumento della nostra presenza sui media di tutta Europa; l'organizzazione di eventi che consentano agli iscritti e agli operatori di condividere i propri skill e le proprie esperienze. E ovviamente lo sviluppo della membership». «Quest'anno Federcongressi festeggia il primo anno del suo rinnovato corso da associazione nella quale sono confluite tutte le associazioni nazionali di categoria», ha fatto eco il vicepresidente di Federcongressi Alan Pini. «Sarà un anno molto importante, sia perché siamo ormai molto vicini alla costituzione del Convention bureau nazionale, sia perché siamo ormai pronti a internazionalizzare la nostra meeting industry, cioè a vendere il nostro prodotto al di fuori dei nostri confini. Ora siamo certamente più forti di prima: siamo vicini ai 300 soci (imprese e individui – la nostra è l'unica associazione a essere a membership mista) e stiamo attivamente lavorando sull'esigenza di costituire un sistema integrato, per poter meglio rispondere alle sfide che verranno nel prossimo futuro. Questo con Efapco è una dei migliori esempi di cooperazione internazionale e di filiera».

L'Iva in Europa

Nel pomeriggio è seguita una sessione congiunta Efapco-Federcongressi, a cura del responsabile fiscalità Federcongressi Mauro Zaniboni, che ha affrontato l'annoso problema dell'Iva congressuale, reso ancor più attuale dalla nuova disciplina della territorialità dell'Iva, introdotta dalla direttiva europea in materia di territorialità dell'imposta per tutto il settore degli eventi, al quale dal 1° gennaio si applicano le nuove regole. «L'impatto dell'Iva sul nostro business è rilevante», ha dichiarato, «perché le aziende possono sì dedurla, ma non è così facile. Oltretutto le persone senza partita Iva non possono dedurre un centesimo. Senza considerare che, com'è noto, più alta è l'Iva, più bassa è la competitività del Paese. Dobbiamo riflettere su un dato di fatto: per le autorità dell'Unione europea gli eventi e le fiere sono servizi culturali. Secondo questa logica, potremmo dire che anche i congressi medico-scientifici, i meeting formativi e gli eventi culturali sono appunto servizi culturali.

Dunque dovremmo applicare l'Iva ridotta alle quote d'iscrizione dei nostri eventi scientifici, formativi e culturali. Si tratta di una riduzione notevole: si passerebbe dallo standard medio attuale del 20,7% al 10,2%. Meno della metà! L'unico problema potrebbe essere la definizione di "evento culturale", anche se sfido chiunque a negare che una conferenza o un congresso scientifico lo sia. Invito personalmente Efapco a farsi portavoce di questa istanza presso le autorità europee, perché questa interpretazione sia ufficialmente riconosciuta».

Il 27 gennaio terza Convention regionale veneta

L'attività Federcongressi 2011, iniziata subito dopo la ripresa con la partecipazione all'assemblea Efapco, continua in questo stesso mese di gennaio con l'ormai consueta convention regionale veneta, organizzata dalla delegazione per il Veneto, che si terrà a Vicenza, presso Vicenza Fiere, giovedì 27 gennaio. Queste della delegazione veneta sono iniziative di grande importanza e prestigio, molto seguite ai massimi livelli dalle istituzioni locali. L'appuntamento stavolta è di particolare rilievo grazie alla presenza, nella scaletta dell'evento, di diversi elementi utili al business dei partecipanti. Oltre alle consuete occasioni di networking sono infatti in programma due seminari formativi, ci sarà un forum con i meeting planner aziendali del Veneto, l'Assessore regionale al turismo Marino Finozzi illustrerà quanto realizzato dalla Regione nel comparto, e il presidente Paolo Zona aggiornerà sulle prospettive nazionali dopo la recente costituzione, presso il Ministero del Turismo, del Comitato per la promozione del Turismo congressuale. Inoltre – vera novità – verrà annesso un programma hosted buyer che permetterà di familiarizzare con il territorio vicentino lungo l'intera giornata di venerdì 28, con alcune visite a venue e location per programmi sociali e post conference. La delegazione veneta, è coordinata da Enrico Jesu CMP, sales & marketing manager di Venice Convention, e composta da Marisa Sartori (Amministratore Unico di Sistema Congressi), Roberto Ditri (Presidente Fiera di Vicenza), Massimo Colomban (titolare di Castel Brando) e Fabrizia Vania Calzavara (Managing Director di Heading South).