Martedi, 22 Aprile 2008 - Categorie Approfondimenti
Breve sguardo sulla realtà ECM
Madeincongress vuole affrontare un tema particolarmente sentito nel settore congressuale e che ha profondamente condizionato l’andamento economico dell’anno appena trascorso: il sistema ECM, cioè la formazione continua in medicina, come è cambiato e quali sono le nuove prospettive.
Lo faremo analizzando l’accordo siglato dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 1° agosto 2007 con riferimento al riordino del sistema di formazione continua in medicina, avvalendoci della competenza del Dott. Paolo Zona, responsabile dell'area "Rapporti con le Istituzioni" di Federcongressi che ci ha aiutato a commentare la normativa attualmente in vigore e ad evidenziare i punti nevralgici del nuovo assetto verso i quali Federcongressi sta rivolgendo la massima attenzione al fine di salvaguardare il nostro comparto da soluzioni normative e tecniche di potenziale nocumento.
Va sottolineato che l’analisi si basa su di un documento programmatico che dovrà successivamente essere definito nel dettaglio dal decisore politico (si ipotizza il 30 Giugno 2008), che comunque disegna già una linea guida e lascia aperti alcuni punti fondamentali che nel futuro rischiano di creare nuovi “pericoli”.
In quest’ ottica inoltre, alla luce degli enormi sforzi realizzati dalla Federazione per aprire importanti canali di dialogo con le Istituzioni, c’è preoccupazione per i ritardi e per il vanificarsi di lavoro già fatto che il cambio di governo potrebbe causare.
Il programma di Educazione Continua in Medicina ha segnato per l’industria congressuale italiana dell’ultimo decennio una fonte preziosissima di introito e sviluppo.
Non a caso lo sciopero indetto da Farmindustria a fine 2006 ha causato per il comparto dei convegni e congressi medico-scientifici perdite notevolissime sia in termini di fatturato che di posti di lavoro (circa 5.000 secondo un’indagine Federcongressi del febbraio 2007).
Ricordiamo che il settore vive quasi esclusivamente grazie alle sponsorizzazione dei privati, che sono quindi imprescindibili.
Il riordino prevede la strutturazione di un sistema di governance più funzionale all’obiettivo di determinare una formazione migliorata nella qualità e più rappresentativa dei soggetti istituzionali coinvolti.
Al vertice si trova la Commissione Nazionale ECM, istituita presso l’Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali, e non più presso il Ministero della Salute, a sottolineare l’importanza che le Regioni dovranno ricoprire nella definizione e gestione del nuovo assetto ECM.
La Commissione, organismo di natura nazionale, mantiene un ruolo forte e autorevole di indirizzo e coordinamento e fissa le regole di tutta l’architettura.
A supporto sono previsti la Consulta Nazionale della Formazione Permanente – a cui Federcongressi ha fatto formale richiesta di far parte (allegato) – il Comitato Tecnico delle Regioni e l’Osservatorio dell’Anagrafe Nazionale, dal quale dipendono tutti gli osservatori regionali.
Si tratta di una composizione complessiva che direttamente ed inequivocabilmente deve essere in grado di configurare la condivisione e la partecipazione delle autonomie e delle responsabilità dei soggetti istituzionali in campo.
Un processo che, partendo dal Ministero della Salute, riguarderà poi le Regioni e le Province autonome, gli Ordini, i Collegi e le Associazioni professionali riconosciute.
In questo contesto le Regioni e le Province autonome assumono un ruolo di promozione e di controllo dei progetti formativi che si sviluppano nel loro territorio.
Partendo da indirizzi formativi concordati a livello nazionale, il sistema offre adeguati spazi alla valorizzazione delle specifiche realtà regionali fino a quelle del singolo operatore.
E’ in quest’ ottica che sono introdotti infatti i dossier formativi individuali e di gruppo con lo scopo di programmare e valutare il percorso formativo del singolo operatore o del gruppo di cui si fa parte.
Ciò determina che la previsione dei fabbisogni formativi diventa l’elemento centrale per la corretta operatività del sistema.
Cresce anche lo spazio operativo degli Ordini e dei Collegi Professionali dei Medici, che potranno essere Provider ECM per alcune materie e svolgere ruolo di consulenza sui programmi di formazione.
Al contrario, a causa di un eccessiva parcellizzazione che ne ha generato la concorrenza sulle stesse aree specialistiche, nel nuovo accordo risultano poco considerate le Società Scientifiche, se non per il compito di controllo sui contenuti formativi.
Purtroppo, sebbene il ruolo svolto dalle aziende private del comparto congressuale sia stato determinante per la sperimentazione del sistema ECM, di questi operatori il documento non fa menzione come del resto questo sistema di governance così ben strutturato inspiegabilmente non prevede in nessun organo la presenza di rappresentanti del nostro comparto!
Possiamo dire quindi che il nuovo disegno del sistema della formazione continua, che appoggia la massima apertura alle varie metodologie di formazione e soprattutto a lavorare sui contenuti della formazione, lascia irrisolti alcuni punti critici a cui non viene data piena o totale risposta:
1) Il conflitto di interessi
Un sistema in cui buona parte dei costi per la formazione sono sostenuti dalle stesse aziende produttrici di medicinali o di presidi medicali implica inevitabilmente un conflitto di interessi.
Del resto l’informazione al medico, tradizionalmente, è prevalentemente svolta dall’ industria farmaceutica.
A tale riguardo Farmindustria ed Assobiomedica da tempo adottano un codice deontologico allo scopo di dimostrare e palesare un comportamento il più etico possibile.
L’orientamento di Federcongressi è verso un sano pragmatismo.
Partendo dal dato di fatto che il conflitto di interessi esiste e non si può eliminare perché il sistema tutto si regge sui finanziamenti delle stesse industrie del farmaco, bisogna individuare quegli elementi che sgombrino il campo da ogni sottinteso:
- Individuare procedure che definiscano il rapporto tra sponsee for profit e sponsor, strutturato attraverso un esplicito contratto di sponsorizzazione in cui siano evidenziati i reciproci interessi.
- Manifestazione trasparente delle voci del contratto di sponsorizzazioni attraverso la pubblicazione del contratto stesso.
- Esplicita dichiarazione ai discenti e docenti dello sponsor commerciale coinvolto.
- Esplicita dichiarazione da parte dei docenti/relatori dei rapporti di natura scientifica e/o commerciale che ciascuno di loro ha in corso con lo sponsor coinvolto.
In poche parole è il discente stesso che deve essere messo nella condizione di poter fare una valutazione sulla formazione che ha ricevuto, manifestando l’eventuale influenza dello sponsor sui contenuti presentati.
Quindi quello che va ricercato è una trasparenza nei rapporti.
2) Sponsorizzazioni
Quello che viene chiesto alle aziende farmaceutiche è di non usare male le risorse private e di porsi l’obiettivo di sponsorizzare e investire il proprio denaro solo sugli eventi di qualità assoluta.
A tutela di eventuali intenzionalità speculative la legge riconosce un ruolo nuovo al Provider.
Infatti con il nuovo sistema, come già detto, non verrà più accreditato l’evento bensì il provider, che è tenuto a dare le garanzie etiche e scientifiche che vengono richieste.
Secondo questa procedura l’evento non dovrebbe essere più suscettibile di manipolazione.
Inoltre lo Stato si impegna a garantire la disponibilità di risorse pubbliche che contribuiranno ai fondi ECM con l’1% della massa salariale dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, e l’accreditamento diretto dei provider dovrà essere mantenuto con il versamento di un contributo in favore dell’Ente accreditante proporzionato al tempo, al contenuto e alle tipologie formative utilizzate, definendo un’ importo minimo e un tetto massimo.
Il Nuovo Regolamento ECM poi suggerisce di creare organismi “collettivi” di sponsorizzazioni da distribuire in modo trasparente nel circuito ECM di interesse e di sviluppare la capacità di reperire risorse anche da Fondazioni bancarie, ammettendo di riflesso anche i fondi dell’ Unione Europea Fondo Sociale Europeo.
Anche su questo punto Federcongressi si è mossa ed ha ottenuto una grande affermazione, cioè quella di essere annoverata fra i soggetti coinvolti nell’ Osservatorio In.Fo.R.Ma (allegato) , un organo, promosso da F.N.O.M.C.e.O. (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), che ha l’obiettivo di vigilare sul sistema di regole che, con la massima trasparenza, consentano di conciliare le sponsorizzazioni del mondo industriale con l’aspetto etico delle professioni e della formazione medica.
Su questo aspetto molto importante Federcongressi siederà allo stesso tavolo con F.N.O.M.C.e.O., le Società Scientifiche, Farmindustria, Assobiomedica, AIFA, ASSR e Comitato Nazionale di Bioetica.
3) Il ruolo degli organizzatori
Il Nuovo Regolamento ECM non contempla il ruolo degli organizzatori in nessuno degli organismi che costituiranno il futuro sistema ECM e del resto nessun rappresentante del settore congressuale è stato chiamato a contribuire alla stesura del documento operativo che ne detterà le regole.
Come a sottolineare che tutto il sistema ECM in realtà è a se stante rispetto al settore congressuale, con cui ne ha contingenze, seppur molto importanti, solo per questioni pratiche, organizzative e di indotto per l’offerta e il trade.
Forse proprio per voler distinguere nettamente la figura del Provider ECM da quella del PCO.
E’ infatti solo il Provider ECM, accreditato presso il Ministero della Salute, il soggetto che può operare nel Programma ECM, sulla base del back-ground e delle necessarie competenze in termini di formazione medico scientifica.
Prerogative che evidentemente mancano al PCO puro, al pari delle Aziende Farmaceutiche.
Questo rappresenta senza dubbio il punto centrale di tutta la questione e verso il quale maggiormente si è concentrato da subito lo sforzo di Federcongressi.
A fronte di un mancato riconoscimento degli sforzi fatti dalle aziende del nostro settore, malgrado si trattasse di una fase di sperimentazione, Federcongressi ha ribadito e ottenuto la necessità del riconoscimento all’interno del sistema ECM del soggetto privato for profit (l’impresa di organizzazione congressuale, soggetto non facente parte del contesto medico).
In tale modo, anche il PCO potrà presentare istanza di accreditamento presso il Ministero della Salute e quindi operare come Provider ECM, purché capace di garantire contenuti e format organizzativi validi, attraverso un rapporto di partnership codificato e preventivamente instaurato con i detentori dei contenuti scientifici stessi (Società Scientifiche, Ordini Professionali dei Medici, etc.).
Quindi malgrado il documento non riconosca un ruolo alle aziende organizzatrici di convegni medico scientifici, la Federazione ha ottenuto per il momento almeno la possibilità di operare.
Per concludere il nostro “focus” sul mondo ECM, va evidenziato che Federcongressi ha da poco varato le proprie “Norme di comportamento” a completamento del codice etico già approvato più di un anno fa. Tali norme, per ora riguardanti in generale tutti gli operatori della Meeting industry e non soltanto i PCO, sono da considerarsi punto di partenza per un approfondimento congiunto con AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Farmindutria e Assobiomedica, al fine di pervenire ad una stesura comune di un Codice Deontologico che regoli eticamente i reciproci rapporti, nell’ottica della salvaguardia della qualità del prodotto formativo e della trasparenza dei finanziamenti privati.
Prossimo obiettivo di Federcongressi è proprio quello di instaurare un tavolo comune con i soggetti appena citati per contribuire alla stesura di linee guida per l’organizzazione di eventi medico-scientifici e progetti formativi ECM, così come ha dichiarato di voler fare l’AIFA, dando una definitiva interpretazione al cosiddetto “Codice dei Medicinali” varato dalla stessa nel corso del 2006.
Il tutto nella speranza di riuscire, prima o poi, a dare adeguata omogeneità ai diversi elementi normativi che regolano questo articolato settore.


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