Lunedi, 11 Febbraio 2008 - Categorie Approfondimenti

Il manager dell' evento freelance

Rodolfo MisasiMadeincongress ha intervistato Rodolfo Misasi, brillante manager dell’ evento freelance che cura i propri eventi personalmente in tutti i dettagli.
Una scelta molto impegnativa, motivata soprattutto dalla forte volontà di realizzare un evento memorabile.


Apriamo l’intervista chiedendo a Rodolfo Misasi di raccontarci il percorso che lo ha portato a diventare organizzatore di eventi.
E che eventi!

Devo dire che il mio percorso è avvenuto sul campo, dopo una formazione umanistica, mi sono ritrovato negli anni ad occuparmi dei vari aspetti di un singolo evento lavorando in uffici stampa, locations per eventi, allestitori.

Ho di conseguenza maturato un esperienza a tutto tondo e mi sono ritrovato a definirmi come event manager negli ultimi anni.
Sono un freelance e come tale ho avuto la fortuna di collaborare autonomamente con grandi agenzie e grandi clienti mantenendo intatta la mia philosophy nel lavoro.
Tra i clienti più importanti Mtv Italia, Digicast, Sky Italia, e ultimamente Philip Morris.

Volendo focalizzare le figure professionali del settore MICE,  ci puoi dare una tua definizione di chi è secondo te il moderno organizzatore di eventi?Quali sono le caratteristiche imprescindibili? Quale è il campo di azione?

Bisogna chiarire che la figura di event manager freelance è solita collaborare non con le aziende (Meeting Planner) ma con le agenzie di eventi  (Project Manager) che soprattutto ultimamente, per evitare i costi troppo alti di gestione, si orientano ad essere strutturati a fisarmonica aumentando l'organico solo sotto evento e ridimensionando la struttura lavorativa nel momento in cui non ci sono commesse.
In questo senso fare affidamento su di una risorsa freelance risulta un’agevolazione anche da un punto di vista fiscale.
Senza alcun dubbio un organizzatore di eventi deve essere multi task, avere una competenza su tutti gli aspetti produttivi di un evento, assolutamente creativo e deve avere la sensibilità di capire quali sono le reali esigenze del cliente.
Un empatico in parole povere.

Ritieni che la figura professionale dell’ event manager debba rientrare in una categoria, in un ordine professionale rappresentativo oppure non ne vedi il  bisogno? Credi che il mercato sia in grado autonomamente di darsi delle regole o c’è bisogno di una riforma che fissi degli standard?

La figura dell’organizzatore di eventi è relativamente nuova e non ancora del tutto definita; ora tutti si fanno chiamare organizzatori di eventi, dai PR delle discoteche a signore di buona famiglia annoiate che usano i loro contatti per creare eventi autoreferenziali in cui non c’è consapevolezza e conoscenza di quelli che sono i meccanismi di comunicazione.
E’ divertente il fatto che anche grandi imprese, tramite amicizie, appaltano a queste figure “inquietanti” i loro budget.
Questo è un lavoro in cui ci si deve sporcare le mani, corsi e master possono aiutare ma è lavorando fattivamente ad un evento che si crea il know how di un event manager.

Quanta attenzione dedichi ai vari temi dibattuti e sollevati dalle associazioni del settore, che sia Federcongressi, Italcongressi-PCO Italia o MPI?
Hai qualche considerazione da fare in merito?

Personalmente non mi ritengo solo un semplice organizzatore e coordinatore ma anche e soprattutto un creativo.
La mia philosophy è creare un prodotto orginale e innovativo svincolato da logiche di appartenenza.Di conseguenza i dibattiti di categoria non mi sono mai interessati!
C'è di sicuro un esigenza di regolare questa figura professionale ma ho il timore che trasformarla in vera e propria categoria fossilizzerebbe questo ruolo.
E' importante altresì a livello fiscale definirla: il nostro ruolo ci porta ad avere spesso spese non scaricabili pur essendo voci di costo molto alte legate alla rappresentanza e ai continui aggiornamenti a cui dobbiamo sottoporci.

C’è un libro, una pubblicazione sul settore che consiglieresti ai tuoi colleghi?

E’importante avere validi strumenti di lavoro.
Un esempio è “Uomini e Comunicazione”, allegato di Prima Comunicazione.
Per il resto internet è un universo pieno di stimoli, idee, soprattutto per iniziative di comunicazione come guerrila marketing e BTL.
L’importante è essere curiosi, cercare e trovare qualcosa che ti emozioni, anche perché se emoziona te, emozionerà anche i tuoi clienti.
In definitiva, fermo restando che mantenersi aggiornati sulle tendenze di comunicazione è fondamentale, credo altresì che bisogna anche svincolarsi da determinate logiche di gruppo ed iniziare ad essere originali, trovare nuove idee.
Se si deve fare comunicazione non bisogna sempre seguire le regole spesso è meglio crearle.

In cosa consiste secondo te la magia di un evento?

Io credo molto nell’aspetto esperienziale di un evento: l’ospite si deve sentire coinvolto in prima persona, arricchito.
L’impatto emotivo è fondamentale anche perché la nostra memoria nel momento del ricordo  assocerà sensazioni positive al prodotto di comunicazione.

Creatività e Comunicazione sono un binomio inscindibile, quindi?

Direi di si! E’ fondamentale creare nuovi meccanismi di comunicazione, nuovi linguaggi.
E’ come ascoltare una barzelletta: la prima volta ti fa sorridere, la seconda ha già perso la magia.
E in giro ci sono tante freddure!

Per quanto riguarda la tua personale esperienza, in generale le aziende per la loro convention annuale sono ben disposte a soluzioni creative e innovative oppure c’è diffidenza e la paura di stupire troppo?

Ovviamente dipende dai campi di azione.
Purtroppo, in Italia c’è ancora diffidenza e paura nell’osare troppo, ma vedo una luce alla fine del tunnel.  

L’evento del futuro……… secondo Rodolfo Misasi.

Gli inglesi, che hanno il dono della sintesi hanno un termine per definire l’evento del futuro: moving. Muovere l’emozione è la regola numero 1, tutto il resto è corollario.

Prendendo come riferimento la meeting industry italiana, dove sta andando il nostro paese? Nel futuro saremo capaci di crescere e recuperare il ritardo verso i nostri concorrenti?Quale è la ricetta?

Noi italiani soffriamo sempre di questo complesso provinciale di inferiorità. Beh sfatiamo questo mito. Siamo bravi, siamo creativi. Abbiamo una specificità territoriale che dovrebbe essere valorizzata. Probabilmente l’unica cosa su cui dovremmo adeguarci è il metodo nel lavoro; c’è tanta approssimazione.

Ci racconti un case history , un evento che hai organizzato, sottolineandone i momenti di eccellenza , creatività e originalità?

Realizzare un evento per me è come concepire un bambino; il processo creativo è sicuramente l’aspetto più appagante del mio lavoro. Notti insonni, brain storming e la consapevolezza che quello che hai ideato è vincente sono alla base. Un evento a cui sono molto affezionato è stata la festa della fantascienza per Jimmy Canale 140 di Sky. Divertente, originale, a detta degli ospiti e con un grande ritorno di immagine per l’azienda.


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Commenti

  • YouToBeGreen
    Thank you for the compliments, much appreciated.

    YouToBeGreen, 08. Mag, 2012 |

  • Great site and great stuff. Thanks for posting such a nice content

    college papers, 07. Mag, 2012 |

  • Barbara
    Ciao barbara,
    toscana avanti tutta!
    Potrebbe essere interessante per il tuo BP ed è online.
    Un bacio,
    V.

    Barbara, 03. Mag, 2012 |

  • giusy
    Bellissime iniziative per rilanciare hotel molto belli. Tutte da provare, esperienze nuove. Anche noi disponiamo di una compagnia...

    giusy, 02. Mag, 2012 |