Mercoledi, 04 Giugno 2008 - Categorie Approfondimenti
Spunti di riflessione sugli attori del settore congressuale
Siamo felici di poter proporre ai nostri lettori un contributo realizzato per Madeincongress.it dalla Dott.ssa Emma Aru, Presidente di Studio EGA e voce autorevole del settore congressuale italiano.
Si tratta di alcune brillanti valutazioni personali che illuminano lo stato dell'arte in cui versa il nostro settore e ne evidenziano in maniera chiara e diretta la strada per il rilancio definitivo.
Per i professionisti della meeting industry è necessario compiere un salto di qualità innanzitutto culturale, così da adeguarsi alle mutate condizioni del mercato e al nuovo ruolo che si richiede per restare competitivi.
Eccellenza deve diventare il fil rouge per un rinascimento del settore congressuale italiano e del sistema paese Italia.
Nel 1° semestre del 2007 il sistema congressuale italiano ha ospitato più di 50 mila eventi (congressi, convention, meeting, riunioni, incontri) e 13,7 milioni di congressisti, realizzando complessivamente quasi 19 milioni di giornate di presenza congressuale nelle sale riunioni degli alberghi congressuali e delle altre strutture (centri congressi, residenze storiche, cinema e teatri, sale degli enti fieristici, centri polivalenti, sale aziendali, aule universitarie) in cui si sono svolti incontri, congressi, meeting, convention e riunioni in genere.
L’attività del comparto congressuale nel primo semestre 2007 si riassume in queste cifre:
- Incontri 51.137;
- Partecipanti 13.669.536;
- Giornate di presenza congressuale 18.753.981.
Il risultato positivo è dovuto sia alla positiva evoluzione del ciclo economico, sia al miglior posizionamento dell’Italia sul mercato globale dei congressi (Fonte: Osservatorio Congressuale Italiano).
Nonostante questi dati positivi, lo scenario internazionale vede ancora, come in altri settori, una perdita di competitività del nostro paese in ragione di un’incapacità di sviluppare sinergie, di accumulare una massa critica in termini di strutture congressuali rispondenti agli standard di qualità globali, di commercializzazione, di promozione e di professionalità manageriali utili a supportare la sfida ormai globale dei prossimi anni.
Tali punti di debolezza – assenza di progetti di respiro internazionale, polverizzazione delle risorse, scarsa qualità d’assieme dei servizi offerti in virtù della crescente improvvisazione da parte di alcuni attori della filiera – divengono sempre più preoccupanti in un contesto connotato dalla minaccia di una crescente concorrenza internazionale ad opera sia di destinazioni da tempo ben più competitive dell’Italia (Spagna) che di nuove destinazioni emergenti (PAN Pacific, Emirati Arabi).
Un recupero di competitività italiana non può che essere fondato sull’ eccellenza dell’offerta congressuale.
Eccellenza che deve pervadere l’intero network, privato e pubblico, di offerta del territorio innescando, così, un circolo virtuoso tra eccellenza dell’offerta, valore del brand territoriale ed ulteriore sviluppo dell’eccellenza degli attori della filiera turistica.
Ciò richiede che l’intero sistema congressuale si muova verso un modello di competizione fondato sulle competenze distintive dei suoi attori, in quanto solo la concentrazione su di queste ultime potrà consentire il conseguimento di adeguati livelli di eccellenza in ciascuna componente del prodotto congressuale rispetto ai competitors internazionali.
Utente finale che è del tutto diverso dal tipico turista leisure o business in termini di bisogni individuali (congressista) organizzativi (ente committente) e collettivi.
Comprendere i bisogni – di natura scientifica, professionale, economico-finanziaria, culturale e ludica – del turista congressuale e del committente, da un lato, ed armonizzare tali bisogni con le risorse e le strutture del territorio, dall’altro, rappresentano le vere competenze distintive da cui non può prescindere un sistema congressuale realmente concorrenziale.
Diviene, pertanto, di vitale importanza per la competitività delle destinazioni Roma, Lazio, Italia, la capacità di far interagire in maniera efficace ed efficiente le esigenze della domanda e le molteplici e variegate potenzialità di offerta del territorio.
Competenza distintiva, quest’ultima, rinvenibile nello scenario nazionale ed ancor più in quello internazionale nei Professional Congress Organisers (PCO).
Capacità di proporre candidature per eventi internazionali ad elevata visibilità, capacità di cogliere le esigenze scientifiche del congresso, declinarle in un format scientifico ed organizzativo adeguato alla specifica platea, capacità di implementare un sistema di gestione dei partecipanti coerente con le finalità scientifiche dell’evento, capacità di sviluppare un linguaggio multimediale in tempo reale in grado di far interagire i congressisti ed il territorio, capacità di combinare i molteplici servizi componenti del prodotto congressuale in funzione delle peculiarità della domanda rappresentano le vere competenze distintive del PCO.
Competenze distintive difficilmente imitabili in quanto portato di una storia di professionalità, di capacità innovative e di un capitale relazionale internazionale costruiti sulla qualità dell’offerta e sulla centralità dell’utente finale.
Competenze che, in quanto distintive, resistono ai processi di disintermediazione della filiera turistica rappresentando un punto di forza su cui far leva per la valorizzazione del turismo congressuale di una destinazione turistica.
La vera sfida è, dunque, nello sviluppo di sinergie tra le eccellenze degli attori della filiera in modo da generare quella massa critica nel territorio, ormai presupposto fondamentale della competizione dei prossimi anni.
Emma Aru
Presidente di EGA
Chi è Emma Aru
Presidente e fondatrice della società EGA Professional Congress Organisers, è attualmente membro del Consiglio Direttivo del Comitato Piccola Industria UIR, componente aggiuntivo della Giunta UIR in rappresentanza del Comitato PI e consigliere delegato Sezione Turismo UIR.
Decana del settore congressuale, Emma Aru ha letteralmente importato la professione del PCO in Italia negli anni ’60.
E’ membro fondatore della IAPCO, International Association of Professional Conference Organisers, associazione che raggruppa tra i più qualificati PCO a livello mondiale (www.iapco.org); è membro fondatore della ICCA, International Convention and Conference Association; è membro fondatore della MPI, Meeting Professionals International (www.mpiweb.org); è membro del Consiglio di Amministrazione di INCON, International Conference Network – UK di cui Ega è partner con aziende in 20 paesi europei ed extraeuropei (www.incon-pco.com); è membro della AIDDA, Associazione Italiana Donne Dirigenti di Azienda; è Socio del Rotary di Taranto; è socia della FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (www.ferpi.it).
Tiene numerosi corsi e ha scritto pubblicazioni di tecnica dell’organizzazione congressuale per istituti di formazione, per associazioni, per la IAPCO, per MPI e Italcongressi - Confindustria.
In EGA è esperta in attività internazionali, comunicazione congressuale e pubbliche relazioni.
Mantiene i rapporti con le Istituzioni e con la Pubblica Amministrazione, con l’UE e con le Direzioni Generali che promuovono eventi internazionali.
E’ responsabile del cerimoniale per l’accoglienza delle delegazioni straniere, ha una grande expertise nelle riunioni ministeriali, di Capi di Stato e di Governo.
Cura gli aspetti contrattuali e giuridici dell’attività della società e dal 1990 segue i progetti confindustriali tra cui l’Assemblea annuale.



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