Lunedi, 09 Gennaio 2012 - Categorie Approfondimenti Tags Eventi, Formazione
Come trovare un buon organizzatore di eventi su internet
Internet come la “Grande Biblioteca”
Le relazioni face-to-face giocano ancora un ruolo importante nella scelta di solution provider per l’organizzazione di eventi aziendali di ogni specie, basti pensare al ruolo giocato fino ad ora dalle fiere di settore. Tuttavia, la mole di informazioni necessaria per verificare la professionalità di un PCO o di un fornitore - caterer, location e tecnologie per eventi, speaker, ecc - si può benissimo trovare su internet e nello specifico su un motore di ricerca come Google che ha il vantaggio di offrire risultati a ricerche verticali.
“...Cosa credi, è facile trovare contatti di aziende e profili professionali, basta andare su una delle tante directory del settore oppure meglio ancora su social network professionali come Linkedin...”.
Di sicuro, c’è una differenza tra directory online di servizi per eventi complete, che offrono reale valore all’azienda in cerca di una valida soluzione alle sue esigenze, e non aggiornate, incomplete. Un ottimo esempio è quello fornito da ConferencingNews con la sua directory di servizi di videoconferencing. Lo stesso Linkedin, social network dedicato al mondo business, se usato correttamente, rappresenta un volano incredibile per capire competenze ed esperienze di organizzatori di eventi e fornitori.
Ripensare la catena del valore
Il problema sta nel fatto che l’organizzatore crede di far “atterrare” l’azienda potenziale cliente in un luogo come il sito dove le informazioni pubblicate sono esaustive, quando il 90% dei siti web delle società che lavorano nella meeting industry sono roba da museo della rete, poco usabili, pieni di liste di clienti lunghe kilometri o di parole come “social”, “interattività”.
Gioca il tuo futuro sul terreno della reputazione, non solo su quello dei costi, perchè altrimenti il tuo ruolo nella costruzione di servizi ad alto valore per il cliente si esaurisce a quello di provider di servizi “low-cost”.
Occorre ripensare la catena del valore cercando di offrire uno spazio di conversazione con il futuro cliente, in modo che il sito web sia esso stesso un social network, cercando di creare un ecosistema in cui la moneta scambiata si chiama “fiducia”, in cui si butti giù la facciata corporate dell’azienda e si inneschino conversazioni che abbiano come oggetto non solo lo storico dei lavori svolti in precedenza ma anche e soprattutto contenuti di valore come guide, e-book, recensioni, ricerche, video-interviste, presentazioni.
Non è più il tempo di fare l’eremita o il saggio che tutti cercano per la sua comprovata esperienza.
E’ il momento di vestire i panni dell’esploratore, di giocarsi qualcosa, di tracciare la strada verso l’innovazione.
Di Gianluca Abbadessa



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